**yellowcapra**


yellow capra
francesca - violoncello
caterina - flauto
gianandrea - batteria
luca - basso
massimo - chitarra
antonello - computer fx/tastiera
alessandro - sax

materiale disponibile
yellowcapra.com
myspace.com/yellowcapra

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adesso si ascoltano (o si riascoltano)
George Brassens "la mauvaise reputation", 13+god, the go team!, murcof "cosmos", berg sans nipple "along the quai", gonzales "piano solo", lee scratch perry "panic in babylon", dj mayonnaise, eluvium, mum "go go swear the poison ivy", pinback "autumn of the seraphs", shapes and size, pj harvey

questa settimana va così
countdown per chezdédè

Per scrivere nel privè
yellowcapra@yahoo.it

Conta da primavera, Bandini
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lunedì, aprile 19, 2004

hola Capre, la compilation con i ragazzini la evitiamo, vero? altrimenti ci compriamo un Furby e lo facciamo passare per il pargolo della Cate...eheheheh...

 


 

venerdì, aprile 09, 2004

io sono riuscito a dare una copia deò cd ad andreotti, lo ascolta mentre fa yoga

 

mercoledì, aprile 07, 2004

dice che il nostro disco lo ha fatto sentire all' all tomorrow's party a steve shelley e john mc. entire e che gli è piaciuto. burp!

 

ciao elementi, non ho ancora capito come si fa ad aggiorenare sto robo!!!1..continuo a scrivere ovunque e non compare de nessuna parte niente..tutto quello che penso , che dico, ma dove va a finire''??....messaggio per giana...oggi ho comprato un golf nuovo, ma i mitici verdi sono sempre loro!!!!....augh!!!!


 

martedì, aprile 06, 2004

l'altra sera sono andato a vedere allo Spazio Cinema Controtutti un capolavoro della cronaca moderna. Erano anni che aspettavo di vederlo in versione integrale, ma la pazienza mi ha regalato grandi emozioni: "Starve", un documentario sulla carestia ungherese del '36, con sottotitoli in yiddish e la colonna sonora del 'mago' del violino: Herschel Tziganovich, ogni nota una lacrima pesante come un macigno. Vista la lunghezza dell'opera, una vera e propria pietra angolare della documentaristica di 6 ore e 47', ho dovuto prepararmi una doggy bag con gli avanzi della cena di Natale e l'anteprima di quello pasquale: faraona con cipolle di Saint Tropea, pasta e ceci con fagioli (riscaldata con un fornellino da campo, essendo l'unico spettatore nessuno si è lamentato, neppure dei commenti acustici), una teglia di tiramisù alla vodka. La scena memorabile, ispiratrice  di futuri capolavori europei e americani (citata anche da Scorsese come un vero e proprio 'must') è quella in cui Stalin esce nudo dalla carcassa di una vacca decrepita e defunta, mentre annuncia solenne a una famiglia di contadini che nel giro di qualche giorno i loro guai saranno finiti: infatti, la scena successiva riprende una deportazione di massa in Siberia. Ho versato lacrime amare, mi ricordava l'infanzia trascorsa nei tuguri di Sao Paolo. Altro che Intelligenza Artificiale! Se vi capita di trovarlo su qualche scaffale o bancarella, cattatelo al volo!